Apprendistato e legge di stabilità: ecco le novità

Ci sono novità e chiarimenti in materia di apprendistato. A introdurli sono rispettivamente la Legge di stabilità 2012 (Legge 12 novembre 2011, n.183, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale) e la circolare n.29 del 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Legge di stabilità ha introdotto sgravi contributivi per le imprese più piccole e stanziamenti per la formazione. All’articolo 22  comma 1, in particolare, riconosce ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove uno sgravio contributivo del 100 per cento per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni dei contratti di apprendistato stipulati a partire dal 1º gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016.

Al comma 2 dello stesso articolo stabilisce che a partire dal 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali destinerà annualmente alle attività di formazione nell’esercizio dell’apprendistato fino a 200 milioni di euro di cui il 50 per cento destinato alla tipologia professionalizzante.

Con la Circolare n. 29 dell'11 novembre 2011, invece, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce le prime indicazioni operative sulla disciplina del contratto di apprendistato, recentemente riformata dal Decreto Legislativo n. 167 del 14 settembre 2011 (Testo Unico dell'apprendistato).
Due gli aspetti affrontati: il regime transitorio introdotto dal Testo Unico e quello sanzionatorio.
In particolare si forniscono dettagli sul regime transitorio di sei mesi applicabile nelle Regioni che non siano in condizioni di attivare immediatamente la nuova disciplina. Queste potranno in via transitoria applicare ancora le regole contenute nella vecchia normativa, a eccezione di quanto riguarda l’apprendistato di alta formazione e di ricerca. Soltanto in questo caso, infatti, i contratti possono essere subito attivati con convenzioni fra il datore di lavoro e l’Ente formativo.

Infine, in materia alle sanzioni, la Circolare spiega che, nel caso di un inadempimento nell’erogazione della formazione di cui sia responsabile, il datore di lavoro deve versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta, tenendo come riferimento il livello di inquadramento contrattuale superiore che l’apprendista avrebbe raggiunto al termine dell’apprendistato.

FONTE: Cliclavoro