Circolare del Ministero per incrementare la produttività del lavoro

Con la circolare del 3 aprile 2013, la n.15, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha inteso prorogare le “misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro” già previste in passato rinviando ad un apposito D.P.C.M. la concreta indicazione delle agevolazioni. Tali modalità sono state definite con D.P.C.M. 22 gennaio 2013 (pubblicato in G.U. n. 75del 29 marzo 2013), al quale occorre dunque far riferimento per applicare correttamente l’agevolazione, finanziata con 950 milioni di euro per l’anno 2013, 400milioni per l’anno 2014 e 200 milioni per il 2015

Con la circolare del 3 aprile 2013, la n.15, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha inteso prorogare le “misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro” già previste in passato rinviando ad un apposito D.P.C.M. la concreta indicazione delle agevolazioni
Tali modalità sono state definite con D.P.C.M. 22 gennaio 2013 (pubblicato in G.U. n. 75 del 29 marzo 2013), al quale occorre dunque far riferimento per applicare correttamente l’agevolazione, finanziata con 950 milioni di euro per l’anno 2013, 400milioni per l’anno 2014 e 200 milioni per il 2015
Vediamo, brevemente, i tratti salienti:
 
Oggetto e misura dell’agevolazione
Nel limite delle risorse anzidette, il Decreto ha stabilito che le somme erogate a titolo di retribuzione di produttività – la cui nozione sarà meglio declinata in seguito – sono soggette ad una imposizione comunali pari al 10%
L’erogazione di tali somme deve avvenire “in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale (…) ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda
Retribuzione di produttività
L’art. 2 del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 fornisce la definizione della “retribuzione di produttività” ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato
Il Decreto stabilisce anzitutto che “per retribuzione di produttività si intendono le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione” oraria della prestazione
a) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione
aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane
b) adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, nel rispetto dell’art.4 della L. n. 300/1970, per facilitare l’attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative
c) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica, nel rispetto dell’art. 13 della L.n. 300/1970.
In sostanza, in questa seconda ipotesi, il Decreto prevede l’applicabilità della agevolazione qualora si dia esecuzione a contratti collettivi che prevedano congiuntamente l’introduzione di almeno una misura in almeno 3 delle aree di intervento di cui alle lett. a), b), c)
 

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