Confartigianato: l'occupazione giovanile si rilancia con l'apprendistato

Negli ultimi due anni il numero degli occupati sotto i 35 anni é diminuito di quasi 1 milione di unità  (934.600 in meno tra il III trimestre 2008 e il III trimestre 2010) con una flessione complessiva del 13,1%.  E' quanto emerge da un’analisi realizzata dell’Osservatorio Giovani Imprenditori di Confartigianato; soltanto nell’ultimo anno l’occupazione degli under 35 sia scesa del 6,5%, pari a 432.400 unità in meno, mentre gli occupati over 35 sono aumentati dell’1,3%, contando 209.200 unità in più.

La rilevazione di Confartigianato conferma la presenza di una quota elevata di giovani inattivi sul mercato del lavoro e non coinvolti da processi formativi. In Italia, sarebbero 2.120.000 i giovani tra 15 e 34 anni inattivi per motivi diversi dallo studio e dalla formazione professionale. La presenza di inattivi é particolarmente marcata nel Mezzogiorno, dove il tasso di attività della popolazione tra 25 e 54 anni é del 37,6% e dove un adulto maschio tra 25 e 54 anni su cinque non é attivo sul mercato del lavoro (inattività del 19,7%).

L'analisi per Regione mostra che il tasso di inattività più alto degli adulti in età non scolare e non pensionabile si riscontra in Campania con il 43,3%,  equivalente a 294.000 maschi e 796.000 donne inattive, seguita dalla Calabria con il 40,7% equivalente a 106.000 maschi e 242.000 donne inattive, dalla Sicilia con il 38,7%, equivalente a 201.000 maschi e 620.000 donne inattive.
All’opposto, la regione con il più basso tasso di inattività della popolazione adulta 25-54 anni é  l’Emilia-Romagna con il 12,4%, seguita da Bolzano con 12,6%, dalla Valle d’Aosta con il 13,0%, da Trento e dal Piemonte con il 13,9%.

Secondo Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato, per il rilancio dell'occupazione giovanile - più che la tutela contrattuale crescente contro il precariato - può fare molto l’istituto dell’apprendistato. Nonostante la crescente fame di occupazione e la continua crescita della disoccupazione, le aziende artigiane sono ancora alla ricerca di circa 30.000 figure professionali specializzate, "con un divario che si va approfondendo perché le imprese che non riescono a trovare competenze sul mercato del lavoro''. Le circa 30.000 posizioni ad oggi vacanti vanno '‘dalla panificazione agli installatori di impianti'". Occorre dunque '‘migliorare la scelta nella formazione'' - prosegue Fumagalli - definendo l'apprendistato "una ricetta  potente: gli apprendisti che entrano non escono più. Chi forma un apprendista se lo tiene ben stretto e la percentuale di trasformazione in un contratto a tempo indeterminato é molto alta, circa il 75%''.

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FONTE: Confartigianato