Confcommercio: incentivi per l'apprendistato

In Italia quattro giovani su dieci sono disoccupati bisogna puntare su contratti per facilitare l’occupazione degli under 24

L'entrata in vigore del Testo Unico dell'apprendistato ha trasformato radicalmente diversi aspetti di questa tipologia contrattuale, per esempio, oggi, la responsabilità della formazione dell'apprendista, che va certificata, è tutta in capo al datore di lavoro, pena pesanti sanzioni pecuniarie. Il timore è che queste novità possano scoraggiare alcuni imprenditori dal ricorrere all'apprendistato, che invece è uno strumento fondamentale per avvicinare i giovani alle aziende in maniera morbida. Per questo è importante spiegare che in realtà le cose sono più semplici di quanto possano sembrare. Lo ha spiegato ieri il vicedirettore di Confcommercio, Catiuscia Fei ribadendo la fondamentale importanza di spiegare agli imprenditori e alle aziende come cambia l'apprendistato professionalizzante«L'entrata in vigore del Testo Unico dell'apprendistato" - spiega Catiuscia Fei -, ha trasformato radicalmente diversi aspetti di questa tipologia contrattuale, per esempio oggi la responsabilità della formazione dell'apprendista, che va certificata, è tutta in capo al datore di lavoro, pena pesanti sanzioni pecuniarie. Il timore è che queste novità possano scoraggiare alcuni imprenditori dal ricorrere all'apprendistato, che invece è uno strumento fondamentale per avvicinare i giovani alle aziende in maniera morbida. Per questo è importante spiegare che in realtà le cose sono più facili di quanto sembrano».
Nel nostro Paese, infatti, quattro giovani su dieci di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e c'è sempre più bisogno di puntare su modelli contrattuali che facilitino l'occupazione giovanile. «L'ideale - prosegue la Fei - sarebbe sostenere ancora di più, con sgravi fiscali ed altri incentivi, le imprese che puntano sui giovani. Il rischio altrimenti è che chi è al primo impiego, senza esperienza né conoscenze specifiche, venga visto solo come una voce di costo e magari scartato a priori per lavoratori più esperti e capaci di dare risultati sul breve tempo»
Non è un caso se negli ultimi tre anni, in cui le assunzioni sono diminuite in tutti i settori economici, quelle dei giovani siano diventate ancora più esigue. «Nel biennio 2011-2012 l'apprendistato professionalizzante ha comunque registrato buoni risultati in provincia. Confcommercio, sempre in collaborazione con le agenzie formative dei sindacati Cgil Cisl e Uil, ha erogato oltre 2.200 ore di formazione esterna affiancando le aziende nella preparazione di un totale di circa quattricento apprendisti e trecento tutor aziendali solo nel terziario. Segno che ancora diverse imprese - conclude il vice direttore Confocommercio - sono disposte a scommettere ancora sui giovani con serietà e impegno»