Confesercenti Modena:aumento della disoccupazione irrefrenabile

Un aumento della disoccupazione a cui non si riesce a mettere freno”, quella che esprime in modo fin troppo evidente la prima rilevazione trimestrale del 2013 operata dal Centro Studi di Confesercenti Modena Osservatorio Lavoro. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo di quest’anno, l’occupazione nelle oltre 1500 imprese monitorate dall’Osservatorio ha segnato una flessione, rispetto ai medesimi mesi dell’anno passato, del -10,5%. Il quadro assume toni ancor più drammatici se alla diminuzione degli occupati viene associato il dato relativo alle ore di Cassa Integrazione, incrementate del 926% rispetto sempre allo stesso trimestre 2012. Crisi economica, effetti della Riforma del Lavoro e conseguenze del sisma del 20 e 29 maggio scorso sono le cause concatenate e fuse tra loro che hanno determinato questi risultati oltremodo allarmanti

“Un aumento della disoccupazione a cui non si riesce a mettere freno”, quella che esprime in modo fin troppo evidente la prima rilevazione trimestrale del 2013 operata dal Centro Studi di Confesercenti Modena Osservatorio Lavoro. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo di quest’anno, l’occupazione nelle oltre 1500 imprese monitorate dall’Osservatorio ha segnato una flessione, rispetto ai medesimi mesi dell’anno passato, del -10,5%. Il quadro assume toni ancor più drammatici se alla diminuzione degli occupati viene associato il dato relativo alle ore di Cassa Integrazione, incrementate del 926% rispetto sempre allo stesso trimestre 2012. Crisi economica, effetti della Riforma del Lavoro e conseguenze del sisma del 20 e 29 maggio scorso sono le cause concatenate e fuse tra loro che hanno determinato questi risultati oltremodo allarmanti
Turismo e pubblici esercizi
Risulta tra quelli in maggior sofferenza, il settore dei pubblici esercizi e del turismo. La diminuzione dell’occupazione, ‘fortissima’ si attesta su un preoccupante -17,6%. Un dato, già di per sé grave, a cui si accompagna l’aumento esponenziale delle ore di Cassa Integrazione, +2.000,00% rispetto al primo trimestre 2012. Prova provata dello stato di crisi in cui vertono le imprese del comparto. Soprattutto in questo settore gli elementi di burocratizzazione introdotti dalla Riforma del Lavoro per quello che riguarda alcune tipologie di contratti – ad esempio quelli a chiamata molto diffusi nel settore per la difficile prevedibilità dei picchi lavorativi – stanno producendo un effetto decisamente opposto rispetto agli obiettivi della Riforma stessa
Vendita di generi alimentari
Anche le micro e piccole imprese del commercio al dettaglio di alimentari segnano un calo degli occupati considerevole: -16,4%. A differenza dei pubblici esercizi, non si sono registrati aumenti di ore di cassa integrazione poiché le imprese di piccole e piccolissime dimensioni, negli ultimi mesi avevano assunto quasi esclusivamente personale con contratto a termine o di apprendistato che in molti casi era mera sostituzione di turn over. Oggi però visto il mercato di riferimento in costante calo e le prospettive economiche del nostro Paese decisamente poco rosee, non possono in alcun modo confermare questi lavoratori, per i quali non è previsto alcun tipo di ammortizzatori in deroga
Settore extra alimentare
Continua il calo degli occupati in questo settore che nel primo trimestre dell’anno ha fatto registrare un -5,7% complessivo. Più pesante il dato relativo agli ammortizzatori sociali: se confrontate con i primi tre mesi del 2012, le ore di cassa integrazione hanno avuto un’impennata del.+835,00%
Commercio all’ingrosso
L’ingrosso è l’unico comparto in cui si manifesta tra gli occupati una certa stabilità: -0,1%. In questo settore è in atto un processo di fusione e strutturazione delle imprese che, almeno parzialmente, riesce ad assorbire la disoccupazione causata dalla scomparsa di imprese più piccole
 
“Da questo quadro – tiene ad evidenziare Confesercenti Modena – emergono dati in grave e preoccupante peggioramento sul fronte dell’occupazione, quale risultato del precipitare della crisi economica e del conseguente irrefrenabile calo dei consumi, che costringe le imprese del commercio e del turismo ad adeguare i livelli occupazionali ad una economia in perdurante recessione. Oggi poi, a quasi un anno dall’approvazione della Riforma del Lavoro, è necessario aprire una riflessione sugli effetti che le nuove norme stanno producendo sull’occupazione nelle piccole e medie imprese: minore flessibilità in entrata, eccesso di adempimenti burocratici, insufficienti incentivi per l’incremento dei livelli occupazionali. Elementi che stanno producendo effetti contrari rispetto agli obiettivi fissati dalla Riforma stessa, per cui se ne rende improrogabile una profonda revisione. Riteniamo dunque, data la gravità della situazione, che il rilancio dell’occupazione debba essere una priorità assoluta per le forze politiche, per il parlamento, per il nuovo Governo che auspichiamo possa costituirsi al più presto. Per questo Confesercenti reputa assolutamente necessario intervenire sugli elementi strutturali del costo del lavoro, andando così a ridurre progressivamente l’IRAP, nonché il cuneo fiscale e contributivo con misure stabili, finanziate da una vera riprogrammazione della spesa pubblica”
“Al fine di sviluppare poi misure seriamente incentivanti per l’assunzione di giovani, occorre abbandonare la politica degli incentivi a breve, mentre si devono viceversa, sviluppare strumenti stabili che siano veramente incentivanti, e conformi ad una maggiore aderenza all’obiettivo di un rilancio del mercato del lavoro. E’ infine – conclude Confesercenti – della massima urgenza, sarà garantire il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il 2013. Le prospettive economiche non fanno prevedere un facile e veloce riassorbimento di tutti i lavoratori oggi interessati da provvedimenti di Cassa Integrazione, migliaia di lavoratori anche nella nostra provincia rischiano di restare senza un reddito, seppur minimo, con conseguenze economiche e sociali difficilmente immaginabili”