Crescita, occupazione e coesione: audizione dell'Istat alla Camera

Il Presidente dell'Istat è stato ascoltato dalla Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione

Il Presidente dell'Istat Enrico Giovannini ha presentato in audizione alla Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione della Camera dei Deputati l'Analisi annuale della crescita. Il documento fotografa l'andamento della crescita del nostro paese in riferimento all'Unione Europea, fornendo i dati statistici necessari a valutare le varie politiche adottate. Si tratta di un focus nazionale successivo alla diffusione dell’Analisi annuale sulla crescita, il primo passaggio del cosiddetto “semestre europeo”, in cui si definiscono le linee guida generali, valide per l’insieme dell’Unione, alle quali i Paesi membri fanno poi riferimento nei propri documenti programmatici, primo fra tutti il Programma nazionale di riforma.

Due raccomandazioni contenute nell'Analisi annuale sulla crescita UE (la 2a e la 3a) riguardavano appunto il mercato del lavoro e la contrattazione collettiva, con indicazioni specifiche su:

- riduzione della segmentazione nel mercato del lavoro, rivedendo alcuni aspetti della legislazione sulla protezione dell’impiego e riformando in maniera organica il sistema dei sussidi;
- intensificazione dell’azione di contrasto al lavoro nero;
- attuazione di misure per accrescere la partecipazione femminile, aumentando l’accessibilità dei servizi (asili, assistenza) sul territorio e offrendo incentivi finanziari (neutrali in termini di bilancio);
- collegarmento tra la crescita salariale e andamento della produttività e alle condizioni delle singole imprese sul territorio, attraverso la consultazione con le parti sociali.

Alcuni di questi aspetti - ha evidenziato l'Istat - sono stati affrontati nella manovra di dicembre (incentivi Irap per l’occupazione femminile e giovanile nelle aree a bassa partecipazione) e col rafforzamento in atto dell’azione di contrasto all’evasione contributiva da parte degli enti vigilati dal Ministero del lavoro. La riforma del funzionamento del mercato del lavoro è, invece, ancora nell’agenda dell’esecutivo e fa parte del negoziato in corso con le parti sociali.

Nel corso del 2011 - prosegue l'indagine Istat - i tassi d’occupazione sono rimasti sostanzialmente costanti attestandosi a dicembre 2011 al 56,9%, ma con importanti differenze di genere ed età. Il tasso di disoccupazione, a fine 2011, si colloca all’8,9%, un livello del 10% superiore rispetto a un anno prima.
Vista la recente pubblicazione, da parte dell’Inps, dell’Istat e del Ministero del Lavoro, del “Rapporto sulla Coesione Sociale”, ricco di dati sull’argomento, la relazione di Giovannini è stata incentrata su due aspetti: la condizione delle donne e quella dei giovani.

"Meno di una donna su due lavora nel nostro Paese e solo il 30% nel Sud, nonostante che dal 1995 al 2008 si sia assistito a un aumento quasi ininterrotto dell’occupazione femminile. Le donne, inoltre, continuano ad essere occupate in lavori precari più frequentemente degli uomini e permangono in condizioni di precarietà più a lungo nel tempo. La distanza dell’Italia dai principali paesi europei nei tassi di occupazione, nonostante i progressi compiuti, resta estremamente elevata: circa 16 punti percentuali in meno rispetto a Francia e Spagna. Specularmente, il tasso d’inattività delle donne italiane rimane tra i più alti in ambito".

"Dopo la forte caduta nel biennio 2009-2010, l’occupazione dei giovani tra 18 e 29 anni continua a calare: a fronte di una moderata crescita complessiva, nella media dei primi tre trimestri del 2011, l’occupazione giovanile ha subito una flessione del 2,5% (circa 80 mila unità). Al contempo, il tasso di disoccupazione dei giovani tra 18 e 29 anni è sceso dal 20,5% del primo trimestre 2011 al 18,6% del terzo trimestre, rimanendo almeno 11 punti percentuali al di sopra di quello complessivo. Tuttavia, se consideriamo la fascia di età 15-24, come proposto dall’Unione europea, la disoccupazione sale al 31%, la più alta dopo la Spagna."