Dal Forum PA una "chiamata alla rete" per creare occupazione

Al centro del convegno "La rete per il lavoro" promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 10 maggio al Forum PA 2011 le esperienze, i fabbisogni e gli strumenti per il networking tra gli attori del mercato del lavoro.

E' una vera "chiamata alla rete" quella emersa dal confronto promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) il 10 maggio al Forum PA 2011 nell'ambito del convegno "La rete per il lavoro", moderato da Francesco Verbaro.

L'onda lunga della crisi ha portato a ripensare drasticamente il ruolo e le funzioni dei servizi per il lavoro: per far convergere domanda e offerta occorre mettere in rete amministrazioni centrali e territori, istituzioni locali, attori socio economici, istruzione, formazione, ma anche sfruttare le sinergie tra politiche e programmi per l'occupazione, il welfare, lo sviluppo e l'innovazione. Non solo: occorre mettere in rete informazioni, conoscenza e risorse. Ogni nodo deve attivarsi reponsabilmente per colmare le inefficienze, normative,  amministrative o meramente informative, che contribuiscono ai fenomeni di  job mismatch, di inattività, di disoccupazione giovanile e femminile, o che indeboliscono l'occupabilità delle persone fuoriuscite dal mercato del lavoro.

Per Matilde Mancini, Segretario Generale del MLPS, è essenziale potenziare l'integrazione tra politiche passive e attive per il lavoro: esistono strumenti efficaci per fronteggiare le emergenze occupazionali,  in particolare quella giovanile,  ma è necessaria una responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nei processi di potenziamento dell'occupabilità e - di conseguenza - all'occupazione. Bisogna coniugare la formazione con le esigenze dei mercati locali, utilizzare l'apprendistato (riformato) come reale strumento di inserimento lavorativo. Ma occorre soprattutto fare sistema e responsabilizzare ogni attore del mercato del lavoro perché "prenda in carico" la persona e offra servizi realmente efficaci ad ogni livello, istituzionale e non.

Della necessità di orientare la formazione al mercato ha parlato anche Marco Lucchetti, Assessore al Lavoro della  Regione Marche: condividere la conoscenza sui fabbisogni delle imprese, concertare i percorsi di istruzione, apprendistato e formazione continua,  è la chiave per creare occupazione. La ripresa nasce dalla sinergia tra politiche per lo sviluppo e politiche per l'occupazione: in questa direzione si collocano le esperienze di promozione dell'autoimpiego che la Regione Marche ha associato alle misure di sostegno alle PMI.

Fare rete per fronteggiare la crisi e ripensare i servizi per l'impiego è l'esperienza portata da Alessandro Ciriani, Presidente della Provincia di Pordenone: da territorio a piena occupazione con vocazione prevalentemente industiale, la provincia di Pordenone ha vissuto con la crisi un aumento del 5% del tasso di di disoccupazione e una crescita esponenziale della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. La funzione dei servizi per l'impiego è diventata strategica: con un intervento di innovazione organizzativa, le funzioni amministrative dei CPI sono state rese indipendenti dai servizi all'utenza (diffusi capillarmente sul territorio attraverso microsportelli) e gli operatori sono stati trasformati in "promotori di opportunità" presso le imprese su finanziamenti e incentivi. Attraverso un patto con la Provincia, le agenzie per il lavoro hanno potenziato le funzioni di incontro domanda/offerta e di promozione degli incentivi, riservando ai CPI le attività di collocamento. Revisione normativa delle attribuzioni tra Provincia e Regione, contratto con i sindacati, "formazione in situazione", finalizzata all'occupazione,  partecipazione al capitale sociale dell'Università, sono le altre azioni messe in campo dalla Provincia di Pordenone per attivare sul territorio tutte le potenziali sinergie occupazionali. Con 2.800 collocati nel 2009, la Provincia ha associato una profonda riforma dei servizi pubblici per il lavoro con il superamento dei pregiudizi delle aziende verso i CPI.

Per Deborah Palumbo (UPI) fare rete non è un'opportunità, ma una necessità: il Protocollo d'Intesa siglato a Luglio tra UPI e Ministero del Lavoro ha concretizzato l'assunzione di responsabilità dell'UPI e delle Province in questa direzione.

Fare rete significa anche attivare tutte le possibili sinergie tra agenzie per il lavoro e sistema pubblico
: attraverso la stipula di accordi con Province e Regioni, Assolavoro, rappresentata dal Direttore generale Agostino Di Maio, ha potenziato su alcuni territori le funzioni di coprogettazione e di incontro tra domanda e offerta nel quadro delle strategie definite dalle istituzioni locali. Grazie a un intervento di riforma della somministrazione introdotto tra le misure anticrisi, nel 2010 le agenzie hanno collocato 270.000 lavoratori, con 188.00 assunzioni a tempo determinato. Di questi, il 49% è under 29. Nel primo quadrimestre del 2011 i lavoratori somministrati sono 13.664. Con un sistema  di welfare autogestito ed efficaci fondi di settore, le agenzie per il lavoro confermano la polifunzionalità disegnata dalla Legge Biagi e integrano efficacemente gli interventi del sistema pubblico per dare respiro al mercato del lavoro. Per potenziare l'efficacia della rete pubblico/privata, tuttavia, manca ancora la piena interoperabilità tra sistemi informativi per una condivisione effettiva di informazioni e conoscenza.

La creazione di un hub dove far confluire servizi e informazioni della e per la rete degli attori del mercato del lavoro è l'obiettivo di Cliclavoro, il portale promosso dal Ministero del Lavoro per offrire servizi in un'ottica 2.0 e supportare i diversi nodi della rete nel rendere interoperabili (quindi, nel condividere) dati e informazioni. Grazia Strano, Dirigente Mercato del Lavoro del MLPS, ha illustrato i vantaggi dell'adesione alla rete: la facilità di adeguamento agli standard tecnici e la possibilità di condivisione, scambio e aggregazione di dati sul mercato del lavoro. Cliclavoro non si occupa di matching ma ha l'obiettivo di mettere in rete gli attori che si occupano del matching, le risorse conoscitive (statistiche, studi, osservatori) e i servizi (dall'orientamento, alla formazione, al patto di servizio) per favorire l'incontro tra domanda e offerta. Nonostante Cliclavoro sia uno strumento "giovane", a confermarne le potenzialità sono 1.631.000 visite, 517.000 visitatori unici, 26.418 cittadini e 1.200 aziende registrati, 8.853 posti vacanti, 7.225 messaggi tra operatori, lavoratori e aziende, 3.000 rapporti di lavoro instaurati. Cliclavoro inoltre diventerà a breve la sede per l'informazione trasparente su tutte le offerte di lavoro della PA.

Per Aviana Bulgarelli, Direttore Generale dell'Isfol, sono le asimmetrie la chiave del problema occupazionale: asimmetrie informative, che spesso rendono la rilevazione dei fabbisogni professionali "slegata"dalla formazione e dall'istruzione; asimmetrie tra competenze formali (quindi certificabili) e competenze informali; asimmetrie nei canali di accesso al mercato del lavoro, con una netta prevalenza del c.d. collocamento familiare che ostacola la valorizzazione dei talenti. Il rischio insito in queste asimmetrie è quello di un'integrazione tra politiche attive e politiche passive efficace da un punto di vista "formale" (si pensi al riconoscimento dell'UE all'Italia all'interno del progetto NET@WORK) che deve essere necessariamente affiancata da strumenti orientati a potenziare la trasparenza del mercato e delle competenze (come ad es. il libretto per il lavoro).