Dall'UE un nuovo impegno per l'occupazione giovanile

Un nuovo invito a rendere effettiva la cooperazione rafforzata nell'ambito delle politiche regionali

Ancora un invito a rendere effettiva la cooperazione rafforzata nell'ambito delle politiche regionali per evitare che sulla spesa dei fondi strutturali pesi l'ombra lunga del disimpegno.  La strategia, già al centro di Europa 2020 e del Patto euro plus, è stata ribadita dalla dichiarazione dei membri del Consiglio europeo emersa dalla riunione informale del 30 gennaio 2011, "Verso un risanamento favorevole alla crescita e una crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro". Un nuovo impulso verso forme rafforzate di cooperazione per creare posti di lavoro e preservare il modello sociale europeo, concentrandosi su tre priorità immediate: stimolare l’occupazione, soprattutto per i giovani; completare il mercato unico; incrementare il finanziamento dell'economia, in particolare delle PMI.

Stimolare l’occupazione, soprattutto per i giovani: priorità e strumenti

Gli Stati membri sono chiamati a migliorare l'offerta di lavoro e a ridurre la disoccupazione giovanile, intensificando gli sforzi per promuovere la prima esperienza lavorativa dei giovani e la loro partecipazione al mercato del lavoro. L'obiettivo dovrebbe essere che entro alcuni mesi dal completamento del percorso scolastico i giovani ricevano un'offerta qualitativamente buona di occupazione, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio.

Gli strumenti inndividuati sono, in via prioritaria, l'apprendistato e il tirocinio, da riformare perché rappresentino opportunità reali per i giovani, in cooperazione con le parti sociali e, ove possibile, integrati nei programmi di istruzione.
 

Parallelamente, gli Stati membri sono invitati a rinnovare gli sforzi per avviare i giovani che abbandonano prematuramente la scuola a una formazione e a sfruttare appieno il portale della mobilità professionale EURES per facilitare collocamenti transfrontalieri di giovani.
 

L'ultima delle priorità indicate dall'UE si concentra sull'ulteriore apertura dei settori protetti, attraverso l'eliminazione di restrizioni ingiustificate ai servizi professionali e al settore del commercio al dettaglio.

L'UE si impegna a sostenere gli Stati membri, innanzi tutto rafforzando la cooperazione con le realtà in cui si riscontrano i livelli di disoccupazione giovanile più elevati per riorientare i fondi UE disponibili, offrendo ai giovani un sostegno per entrare nel mondo del lavoro o intraprendere una formazione.

L'impegno dell'UE andrà nella direzione della promozione di una maggiore mobilità degli studenti, attraverso un notevole aumento del numero di collocamenti presso imprese nell'ambito del programma Leonardo da Vinci; dell'utilizzo del FSE per sostenere la creazione di programmi analoghi all'apprendistato nonché regimi di sostegno per i giovani neoimprenditori e gli imprenditori sociali; dell'accrescimento della mobilità transfrontaliera della forza lavoro, attraverso la revisione delle norme UE in materia di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali (comprese le recenti iniziative come la carta professionale europea e il passaporto europeo delle competenze), l'ulteriore potenziamento di EURES e la realizzazione di progressi sull'acquisizione e la salvaguardia dei diritti a pensione complementare dei lavoratori migranti.

Il Consiglio europeo di marzo fornirà orientamenti più dettagliati sulle politiche economiche e dell’occupazione degli Stati membri, ponendo in particolare l’accento sul pieno sfruttamento del potenziale di crescita eco-sostenibile e sull’accelerazione delle riforme strutturali per accrescere la competitività e creare nuovi posti di lavoro. In questo esercizio esso deve prestare la dovuta attenzione alle crescenti divergenze della situazione economica tra gli Stati membri e alle conseguenze sociali.

Fonte: Governo