Dati Istat sul mercato del lavoro

L’Istat ha pubblicato ieri il rapporto “100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, demografici e sociali del nostro Paese e lo colloca nel contesto europeo, oltre a far emergere le differenze tra le diverse regioni.

Sul fronte del mercato del lavoro il tasso di occupazione nel 2009 è diminuito di 1,2 punti percentuali rispetto al 2008 dopo un lungo periodo di crescita. In Italia risulta occupato il 57,5 per cento della popolazione nella fascia di età 15-64 anni. Le donne occupate sono il 46,4 per cento, gli uomini il 68,6.
Il tasso di occupazione della popolazione in età 55-64 anni è pari al 35,7 per cento e, in controtendenza con quanto avviene per l’occupazione nel suo complesso, in aumento rispetto al 2008.
Il 12,5 per cento dei dipendenti ha un contratto a termine. Nel 2009 la flessione del lavoro a termine (-171 mila persone) assorbe quasi la metà della caduta occupazionale complessiva.
La quota di occupati a tempo parziale è pari al 14,3 per cento, più elevata tra le donne (27,9 per cento) che tra gli uomini (5,1 per cento).
Il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni è pari a 37,6 per cento, valore tra i più elevati d’Europa. Particolarmente elevata l’inattività femminile (48,9 per cento).
Nel 2009 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 7,8 per cento, aumentando per il secondo anno consecutivo, ma rimanendo inferiore a quello dell’Ue27 (8,9 per cento).
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è pari al 25,4 per cento e superiore a quello medio dell’Unione (19,8 per cento).
La disoccupazione di lunga durata (che perdura cioè da oltre 12 mesi) riguarda il 44,4 dei disoccupati nazionali. La quota di unità di lavoro irregolari è pari all’11,9 per cento. Nel Mezzogiorno può essere considerato irregolare quasi un lavoratore su cinque; nell’agricoltura circa uno su quattro.