G20: la crisi occupazionale è un'emergenza globale

I Ministri del Lavoro dei Paesi G20 si sono incontrati il 26 e 27 settembre a Parigi per trovare strategie comuni per la ripresa occupazionale e per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori alla salute e al sostegno al reddito.

 

Le cifre sono allarmanti: occorre creare 20 milioni di posti di lavoro per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi. Sulla base dei trend di crescita attuali e  in assenza di politiche efficaci per la ripresa del mercato del lavoro, il numero di disoccupati potrebbe arrivare a 40 milioni nel 2012.

 

Le priorità emerse dal G20 sono il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e il rispetto degli standard ILO (international Labour Organization), a garanzia di un mercato globale più bilanciato

 

Tra i più allarmanti resta il dato della disoccupazione giovanile, che ha ormai doppiato quella degli adulti. I Ministri del G20 si sono impegnati a costruire un task force per affrontare il fenomeno a livello globale e con strategie di lungo periodo.

La crisi economico finanziaria ha messo in luce, tra l'altro, la necessità di potenziare i sistemi di protezione sociale dei lavoratori, garantendone la sostenibilità attraverso sistemi di coordinamento efficace tra politiche attive e politiche passive per il lavoro.

 

Questa necessità è stata ribadita da ILO e OECD (Organization for Economic Cooperation and Developement) in occasione del vertice di Parigi: le dimensioni epocali assunte dalla crisi, molto vicine a quelle dei tempi della Grande Recessione, sono ancora più allarmanti se si analizza la disoccupazione sotto il profilo qualitativo. La crisi infatti ha colpito ancora una volta le categorie maggiormente vulnerabili e, parallelamente, ha fatto registrare una crescita esponenziale dei fenomeni della disoccupazione giovanile e del sommerso. I programmi nazionali di protezione sociale hanno offerto un terreno di transizione, ridotto il rischio di povertà e diseguaglianza e contributo alla riattivazione di processi di crescita sostenibile e inclusiva: ma è essenziale che le politiche di sostegno al reddito vengano combinate con efficaci programmi di ricollocazione, con l’obiettivo di promuovere una rapida reintegrazione dell’occupazione. Soltanto mediante un efficace collegamento tra politiche attive e politiche passive per il lavoro è possibile garantire un contenimento efficace e sostenibile degli effetti sociali della crisi e innescare processi di ripresa economica. Il rapporto completo ILO/OECD è disponibile qui.

 

In un documento di analisi sulle politiche per il sostegno alla rioccupazione nel nostro Paese redatto per il vertice di Parigi, l’ILO e l’OECD evidenziano la scarsità di risorse da destinare alle politiche attive e passive per il lavoro in Italia: nel nostro Paese nel 2009 la cifra ammontava al solo 0,4% del PIL, a fronte di una media europea dello 0,8%. Il sistema di misure anticrisi ha reso possibile – sempre secondo l’analisi dell’ILO - un efficace contenimento degli effetti della crisi economica sull’occupazione: i sistemi di sostegno temporaneo al reddito (disoccupazione, mobilità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, patti di solidarietà) hanno permesso a imprese e lavoratori di mantenere un livello adeguato di reddito e di cogliere opportunità di riconversione professionali e produttive per non fuoriuscire dal mercato nel lungo periodo.

 

L’attenzione del vertice di Parigi si è concentrata su alcune misure anticrisi promosse dal nostro Governo: l’ampliamento dei destinatari di misure di sostegno al reddito e i sistemi di incentivazione per reinserimento lavorativo; il potenziamento dei servizi per il lavoro, mediante l’ampliamento dei soggetti autorizzati all’intermediazione tra domanda e offerta; la comunicazione e il potenziamento della rete dei servizi mediante il portale Cliclavoro; la riforma del contratto di apprendistato come strumento di contrasto della disoccupazione giovanile; la mobilità dei lavoratori e sui sistemi di flessicurezza. Il giudizio complessivo sul sistema di interventi per l’occupazione nel nostro Paese è positivo, ma restano in piedi alcune criticità: in particolare, il rapporto ILO/OCSE raccomanda al nostro Paese un profondo intervento strutturale sul sistema contrattuale, sia indeterminato che flessibile, da accompagnare ad un sistema adeguato di benefici per i disoccupati e di opportunità formative da attuare nell’ambito dei rigorosi limiti budgetari imposti dall’obiettivo della stabilità.

 

Il giudizio complessivo sul sistema di interventi per l’occupazione nel nostro Paese è positivo, ma restano in piedi alcune criticità: in particolare, il rapporto ILO/OECD raccomanda al nostro Paese un profondo intervento strutturale sul sistema contrattuale, sia indeterminato che flessibile, da accompagnare ad un sistema adeguato di benefici per i disoccupati e di opportunità formative da attuare nell’ambito dei rigorosi limiti budgetari imposti dall’obiettivo di stabilità.