Giovani italiani, per loro l’entrata nel mercato del lavoro slitta di 3 anni rispetto a Ue

Secondo Confindustria, al mercato del lavoro italiano va la maglia nera per l’occupazione giovanile.

Per gli industriali il mercato del lavoro italiano e' caratterizzato da una carenza di giovani.Secondo quanto rileva Confindustria, il mercato del lavoro italiano non tiene il passo dei cambiamenti demografici. L'Italia presenta infatti un basso tasso di occupazione con solo il 58,7% della popolazione in età lavorativa occupata contro il target previsto da Lisbona pari al 70%. Riferendosi alla fascia degli under 30 emerge infatti, che il tasso di occupazione si attesta al 74,8% rispetto alla media europea dell'80%. Scendendo di un gradino e considerando la fascia d'età 25-29 anni gli industriali evidenziano che i dati su base Eurostat attestano un tasso di occupazione in Italia del 64,3%, rispetto alla media Ue del 75,5%.Rispetto ai loro coetanei europei, infatti, i giovani italiani entrano nel mercato del lavoro in media 3 anni dopo. E’ quanto rilevano gli industriali in una ''riflessione'' sui giovani, l'occupazione e la formazione dalla quale emerge che l'Italia risulta essere l’ultima, in Europa, per l'occupazione giovanile.La classe insegnante risulta essere la più vecchia d'Europa con l'1% dei docenti sotto i 30 anni e l'età media dei ricercatori oltre i 40 anni. Ad essere vecchia, sempre secondo Confindustria, e' anche la classe politica. Sono l'8,4% dei deputati ha meno di 40 anni mentre l'età media dei membri dei Cda delle banche e' di 15 più elevata della media Ocse.Anche tra gli imprenditori i giovani sono sempre meno: gli under 35 nel 1997 erano il 22% e 10 anni dopo sono scesi al 15%. Sempre nel 1997, inoltre, i dirigenti con meno di 35 anni erano il 9,7% del totale e 10 anni dopo siamo scesi al 6,9%. Stessa tendenza per il livello intermedio dei quadri, scesi dal 17,8% al 12,3%. Fonte:Italialavoro