Indagine Censis: più remunerati e più stabili i lavoratori delle imprese italiane all'estero

I risultati di una ricerca promossa da Eri-Gradus e realizzata dal Censis in merito alle politiche salariali e i processi di internazionalizzazione

I dipendenti delle imprese presenti con proprie sedi all’estero godono di stipendi più alti e condizioni contrattuali più stabili. La retribuzione media degli impiegati in Italia risulta pari a 27.200 euro, contro i 35.100 di quelli che lavorano all’estero, il salario degli operai in Italia è di circa 22.000 euro, ma all’estero sale a 29.300 euro; i quadri delle imprese non internazionalizzate guadagnano 50.100 euro lordi annui, contro i 61.400 dei direttivi che lavorano all’estero. La forbice aumenta se si considera la retribuzione media di un dirigente che lavora in Italia pari a circa 86 mila euro lordi annui, mentre il dirigente di un’impresa italiana all’estero ne guadagna poco meno di 140 mila. È quanto emerge da un’indagine realizzata dal Censis per Eri-Gradus, con l’ausilio della rete estera degli uffici dell’Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero), su un panel di imprese in merito alle politiche salariali e i processi di internazionalizzazione.L’indagine ha anche evidenziato come le aziende che hanno sedi all’estero sono quelle che adottano di meno i contratti di lavoro atipici (il 3,4% contro il 7,5% delle imprese non internazionalizzate), privilegiando di più i contratti standard (il 96,6% contro il 92,5%).Inoltre, rispetto ai benefit, nelle imprese che hanno sedi all’estero si registra una maggiore tutela delle condizioni di salute dei propri dipendenti, che in misura maggiore possono contare su una copertura assicurativa sanitaria (il 60% contro il 50,2% nelle imprese non internazionalizzate). Anche il clima aziendale ne risente. Il livello di collaborazione tra dipendenti e manager viene definito «molto elevato» dall’11,2% dei responsabili delle imprese che realizzano il fatturato all’estero, mentre nelle altre aziende non si supera quota 5%. La forte attenzione per le risorse umane risulta anche dal maggiore impegno delle imprese internazionalizzate nella valorizzazione delle competenze manageriali e nella promozione dei percorsi di carriera interna. Le imprese internazionalizzate che considerano la retribuzione una forma di valorizzazione del merito sono infatti più numerose (il 25,2%) di quelle che non hanno sedi all’estero (il 23,1%). Fonte:Censis