Indagine trimestrale Excelsior Ottobre-Dicembre 2011

Il 70% dei contratti è a tempo determinato. Boom degli incarichi stagionali.

Sempre più precario e molto spesso solo stagionale.

È questo il quadro del mondo del lavoro, come fotografato dall'indagine trimestrale Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Il bollettino, che raccoglie i dati sui dipendenti che le imprese italiane intendono reclutare, sottolinea come delle quasi 92 mila assunzioni programmate quelle a tempo indeterminato saranno poco più del 29%, mentre i contratti a termine, stagionali o di altro tipo, saranno quasi il 71%, ovvero ben più dei due terzi.

Ma a preoccupare di più è la crescita degli impieghi stagionali, destinati a concludersi nell'arco di pochi mesi, se non addirittura di settimane: ormai rappresentano circa la metà delle occupazione non fisse. Il ricorso a rapporti di lavoro deboli secondo l'indagine «riflette un atteggiamento di maggior prudenza delle imprese», probabilmente «dettato dal cambiamento dello scenario economico verificatori negli ultimi mesi».
Quindi le aziende per l'ultima parte dell'anno creeranno occupazione precisamente per 91.800 persone, un numero lievemente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2010.

Le cifre più interessanti riguardano le modalità di reclutamento. Nel dettaglio il 29,1% (26.713) avrà un posto fisso, il 62,8% (57.650) un contratto a tempo determinato e il 4,7% (4.314) sarà assunto attraverso l'apprendistato. A spiccare è, però, il numero dei contratti stagionali, ovvero di breve se non brevissime durata, che rappresenteranno quasi un terzo delle assunzioni totali (31,3%) e la metà di quelle a tempo.

Il quadro non cambia neppure se si escludono i contratti stagionali. Così facendo l'incidenza degli impieghi «stabili» sale al 42%, ma, spiega il bollettino Excelsior, comunque risultano in calo. D'altra parte anche saltando da un settore all'altro, o dal Nord al Sud «anche nelle migliori situazioni si arriva, al massimo, a un terzo circa del totale» di assunti a tempo indeterminato. E, specifica la stessa indagine, «le poche eccezioni al di spora della media , ad esempio per comprato o provincia, riguardano attività minori per consistenza numerica».

Come se non bastasse l'indagine fa notare che, tra il totale delle assunzioni a termine, incluse quelle stagionali, solo una «quota molto modesta (di poco superiore al 10%)» è finalizzata ad approfondire «la prova» dei candidati in vista della trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro. Il dato la dice lunga su cosa c'è da attendersi, «prefigurando nei mesi a venire una quota di stabilizzazione dei rapporti ugualmente bassa».

[Fonte: IlSole24Ore]

Nota : Per ulteriori dati sull'andamento del mercato del lavoro, è possibile consultare la scheda "Barometro del Lavoro"