Istat: "In dieci mesi 23 contratti per tre milioni di lavoratori"

Nei primi dieci mesi del 2010 sono stati chiusi 23 contratti per poco più di tre milioni di dipendenti.Nella maggior parte dei casi (15 su 23) le intese hanno recepito il nuovo modello triennale siglato nel 2009 (senza la firma della Cgil). A rilevarlo l'Istat nel rapporto 'Le relazioni industriali e la recente dinamica retributiva contrattuale'. Dei restanti otto, quattro si riferiscono al secondo biennio economico, due riguardano la parte normativa quadriennale (comprensiva del primo biennio economico) e due il rinnovo del primo e secondo biennio. Nell'industria i contratti rinnovati sono stati 12, tutti secondo le regole del nuovo modello; mentre nei servizi di mercato solo tre dei cinque accordi siglati appartengono a questa tipologia. Nel settore della pubblica amministrazione con i rinnovi degli accordi dei conservatori (primo e secondo biennio), della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle forze dell'ordine (ordinamento militare e civile), tutti relativi al secondo biennio, risulta quasi esaurita la tornata contrattuale relativa al quadriennio 2006-2009 rimanendo ancora in attesa di ratifica il rinnovo per i vigili del fuoco (biennio 2008-2009). Nei primi dieci mesi del 2010 la dinamica delle retribuzioni contrattuali ha subito un rallentamento, registrando un aumento del 2,2%, più contenuto rispetto allo stesso periodo del 2009. La media delle retribuzioni contrattuali nell'intero 2008 aveva segnato un +3,5% e nel 2009 un +3%. La decelerazione, precisa l'Istituto, è avvenuta nonostante la quota di dipendenti in attesa di rinnovo contrattuale sia diminuita di oltre dieci punti percentuali tra gennaio e ottobre (scendendo al 37,7%).A livello settoriale si registrano situazioni molto differenziate. In particolare, nel settore dell'industria la quota di dipendenti in attesa, già molto contenuta a inizio anno, scende ulteriormente fino ad arrivare a meno del 5% in ottobre e la crescita retributiva media (2,8% nel periodo) resta più vivace rispetto agli altri settori, ma in netta decelerazione negli ultimi tre mesi.