Lavoro in somministrazione: individuazione dei lavoratori svantaggiati

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2013 il Decreto ministeriale 20 marzo 2013, recante la definizione di “lavoratori svantaggiati” ai fini dell’applicazione delle norme sul lavoro in somministrazione senza causale

Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai fini di quanto previsto dall'articolo 20, comma 5-ter del d.lgs. n. 276/2003 (lavoro in somministrazione acausale), e in conformita' a quanto previsto dalle lettere a), b) ed e) del punto 18 dell'articolo 2 del Regolamento (CE) n. 800/2008, sono definiti lavoratori svantaggiati:
a) "chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi", ovvero coloro che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attivita' lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attivita' lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;
b) "chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale" (ISCED 3) ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio di istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d'istruzione;
c) "chi e' occupato in uno dei settori economici dove c'e' un tasso di disparita' uomo-donna che supera di almeno il 25%, la disparita' media uomo-donna in tutti i settori economici italiani", ovvero coloro che sono occupati in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento, come annualmente individuati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dell'Istat e appartengono al genere sottorappresentato
 
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2013/153/1.htm