Modelli di reinserimento lavorativo e integrazione tra pubblico e privato nel sistema veneto

Il laboratorio per lo scambio di esperienze si è tenuto a Mestre il 16 dicembre.

Si è tenuto venerdì 16 dicembre presso la sala convegni dell’Hotel Bologna di Mestre il Laboratorio per lo scambio di esperienze “Modelli di reinserimento lavorativo e integrazione tra pubblico e privato”.

Il dibattito si è incentrato sulle strategie poste in essere dal sistema Veneto dei servizi per il lavoro finalizzato all’integrazione tra pubblico e privato nell’ottica di ricollocare nel mercato del lavoro i cittadini in situazione di disagio lavorativo.

Nell’introdurre i lavori Arturo Siniscalchi, Direttore Area Politiche Settoriali Formez PA, ha sottolineato l’importanza di questo incontro quale occasione per diffondere in maniera costruttiva le esperienze e le buone prassi e verificare la portabilità delle soluzioni messe in campo per contrastare la disoccupazione e l’inattività conseguenti alla crisi economica-finanziaria.

La parola è poi passata agli amministratori veneti presenti in aula che hanno riportato i casi di studio. Sergio Rosato, Direttore Veneto Lavoro, ha spiegato come il nuovo approccio del modello di reinserimento lavorativo, che punta al partenariato pubblico-privato, non si limita ad assistere, ma a costruire una prospettiva di reinserimento differenziata e personalizzate per il lavoratore, che tenga conto delle sue peculiarità e della sua disponibilità al reinserimento. Come ha ribadito Tiziano Barone (slide), Direttore Politiche Attive del Lavoro di Obiettivo Lavoro, si tratta di operare nel mercato lavorativo un cambiamento culturale da parte di lavoratori e imprese. A fronte del fallimento delle esperienze di cassa integrazione in deroga, si auspica l’introduzione di meccanismi in parte fissi e in parte variabili per attivare la ricollocazione.

Secondo Luigi Olivieri (slide), Direttore Direzione Politiche attive del Lavoro, provincia di Verona, la collaborazione pubblico-privato manca della possibilità di fare politiche economiche e interventi forti sulla contrattualistica. Altra importante carenza, riscontrata da più parti, è la mancata attivazione di un’anagrafe delle prestazioni presso l’Inps, che consentirebbe una mappatura dei lavoratori percettori dell’assistenza previdenziale.

Simone Chigliaro, Direzione Politiche del lavoro, Regione Veneto, ha illustrato il sistema dell’accreditamento, quale riconoscimento della Regione che individua il soggetto come idoneo alle prestazioni dei lavoro: nel restringimento della lista di accreditamento una discriminante sarà la capacità dell’ente di garantire il reinserimento del lavoratore.

Hanno partecipato ai lavori anche Massimo Ghirotti (slide), Direttore dei Servizi per l’Impiego, Agenzia del Lavoro, per la Provincia autonoma di Trento che ha riportato il modello di integrazione fra pubblico e privato sviluppato a seguito della crisi con gli Enti formativi accreditati e le cooperative sociali, Federico Conti (slide), di Italia Lavoro Regione Piemonte, Umberto Piron, della Fondazione Cassa Risparmio PD-RO e Livio Bordignon, Coordinatore CPI Provincia di Padova.

In conclusione Arturo Siniscalchi ha esortato a condividere le esperienze messe in atto da parte di coloro che vivono il territorio non solo per la realizzazione del partenariato pubblico- privato, ma anche come modelli da implementare nelle Regioni del Sud.