Nel 2012 persi 69mila posti lavoro, Bankitalia: emorragia continua

La crisi continua a colpire duramente il mercato del lavoro, con 69mila posti persi l'anno scorso e un'emorragia che continua nel primo semestre del 2013. Secondo il bollettino economico della Banca d'Italia, nel 2012 l'occupazione si è ridotta dello 0,3% rispetto all'anno prima (-69mila unità), "segnando un progressivo deterioramento nella seconda metà dell'anno, mentre l'offerta di lavoro è cresciuta in maniera sostenuta (2,3%)"

La crisi continua a colpire duramente il mercato del lavoro, con 69mila posti persi l'anno scorso e un'emorragia che continua nel primo semestre del 2013. Secondo il bollettino economico della Banca d'Italia, nel 2012 l'occupazione si è ridotta dello 0,3% rispetto all'anno prima (-69mila unità), "segnando un progressivo deterioramento nella seconda metà dell'anno, mentre l'offerta di lavoro è cresciuta in maniera sostenuta (2,3%)"

"Nel primo bimestre del 2013 - sottolinea Via Nazionale - l'occupazione avrebbe continuato a diminuire e il tasso di disoccupazione sarebbe cresciuto ancora, sebbene a febbraio si siano registrati andamenti di segno opposto. Le aspettative delle imprese desunte dalle inchieste congiunturali condotte a marzo prefigurano un'ulteriore perdita di posti di lavoro nei mesi primaverili"

La recessione sta rallentando il passo, ma sulla ripresa resta incertezza e non si vedono segnali di svolta imminente. Secondo Bankitalia "nel primo trimestre del 2013 il Pil potrebbe essersi ridotto, ma a ritmi meno accentuati, anche grazie al miglioramento dell'interscambio commerciale. Le inchieste congiunturali non prefigurano un'imminente svolta della fase ciclica", perché "le valutazioni delle imprese sulle condizioni dell'economia non migliorano e la fiducia dei consumatori rimane orientata al pessimismo"

"In Italia - spiega Palazzo Koch - dopo l'ulteriore forte contrazione del Pil nel quarto trimestre del 2012, gli indicatori relativi ai primi tre mesi dell'anno in corso suggeriscono che il prodotto potrebbe essersi ancora ridotto, ma a ritmi meno accentuati. Il calo della produzione industriale si sarebbe pressochè arrestato nel complesso del primo trimestre, grazie al buon andamento delle vendite all'estero"

"Le informazioni desumibili dai sondaggi congiunturali - aggiunge Bankitalia - non prefigurano finora modifiche di rilievo alle prospettive di breve termine. Le possibilità di ripresa restano principalmente legate all'evoluzione della fiducia degli operatori e delle condizioni finanziarie nei prossimi mesi, nonchè al loro effetto sugli investimenti. Dalle valutazioni degli imprenditori - conclude - non emerge un miglioramento degli incentivi a investire, ma le aspettative sugli ordini esteri sono lievemente migliorate, pur in un quadro volatile"