Prato, mercato del lavoro: saldo negativo

Non sono rassicuranti i numeri del report annuale sull'andamento del mercato del lavoro pratese che analizzano tutto il 2012. Molto negativo il saldo tra avviamenti e cessazioni che scende fino a -3.386, pari al numero di posti di lavoro persio in un anno. Ma soprattutto un trend al ribasso in atto da 5 trimestri che non si può leggere se non con una incapacità del distretto e del sistema lavoro pratese in questo momento a creare e mantenere posti di lavoro

Non sono rassicuranti i numeri del report annuale sull'andamento  del mercato del lavoro pratese che analizzano tutto il 2012. Soffrono tutti i settori e i lavoratori di ogni età, compresi quelli cinesi perché, per la prima volta in un report annuale, va male anche l'abbigliamento. Il dato che più preoccupa però, ed è questo il motivo del focus su “Il mercato del lavoro che cambia: gli strumenti per l'ingresso dei giovani al lavoro", è quello della fascia sotto i 30 anni, dove gli avviamenti sono pochi, i contratti precari e i saldi negativi
Secondo i dati del report i giovani non vengono assunti nemmeno attraverso le forme di contratto a loro dedicate come l'apprendistato e i tirocini. Il risultato è che il mercato è paralizzato in particolare per chi nel mondo del lavoro ci sta entrando adesso.
Il report è stato illustrato e commentato nella sala Biagi di palazzo Buonamici da Simone Cappelli responsabile del servizio Lavoro della Provincia, Saverio Langianni ricercatore Asel, Michele del Campo direttore del Centro per l'Impiego e Alessandro Bensi presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro.Non sono rassicuranti i numeri del report annuale sull'andamento del mercato del lavoro pratese che analizzano tutto il 2012
 
MERCATO DEL LAVORO 2012 – Partiamo da uno sguardo generale sull'andamento del mercato che presenta pesanti oscillazioni, nonostante nel 2012 le movimentazioni totali rispetto al 2011 siano rimaste le stesse, indicando quindi una stagnazione. Gli avviamenti sono 47.259 e di questi solo il 30% riguarda gli under 30. Come si diceva anche nell'abbigliamento, dove il 98% dei lavoratori è nato in Cina, la crescita si è azzerata, mentre nel 2011 era addirittura del 28%
Considerando il saldo avviamenti-cessazioni, quello del 2012 è il peggiore da quando esistono i bollettini della Provincia. Le tabelle che indagano l'andamento nei vari settori ci mostrano negativo il saldo del tessile con -574, ma anche delle costruzioni (-517), del commercio (-370), dei trasporti e di nuovo dell'abbigliamento (-498)
Arretra ancora, proseguendo il trend degli ultimi anni, il contratto a tempo indeterminato a favore del tempo determinato e soprattutto dell'interinale che cresce molto nel 2012. Cala bruscamente il contratto a progetto, anche in questo caso in seguito alla nuova normativa, mentre il part-time aumenta del 5%
LAVORO UNDER 30 – E vediamo ora l'analisi dei dati che riguardano i giovani. Nella fascia fino ai 25 anni gli avviamenti in generale sono diminuiti del 13% nel 2012 rispetto all'anno precedente e del 3% in quella dai 25 ai 29 anni. Se analizziamo i contratti possiamo vedere come quelli dell'apprendistato, una delle forme specifiche per i giovani, siano diminuiti in tutti i settori del 26%
Tutti i saldi di settore sono negativi ad eccezione dei servizi e del terziario che mantengono un segno leggermente positivo. Uno sguardo alla serie storica dal 2009 ad oggi chiarisce come la crescita dei contratti di questo tipo proprio nel 2012 abbia subito una battuta d'arresto in parte dovuta anche alla nuova normativa. Ne sono stati avviati 1117 nel 2011 e 823 nel 2012, quindi un terzo in meno
La normativa regionale, cercando di limitare gli abusi, ha posto paletti che hanno messo in difficoltà le aziende (limite di tirocini rigido calcolato sul personale complessivo e sull'anno solare, obbligo di rimborso spese di 500 euro che l'impresa deve anticipare sono alcuni esempi). Inoltre questo strumento è previsto solo fino ai trent'anni, rimangono quindi fuori molti disoccupati, a Prato per esempio del tessile, che devono reinventarsi una professione. Numeri alla mano nel 2012 a resistere sono solo i tirocini che hanno come requisito di accesso un titolo di studio elevato (laurea o specializzazione). Si conferma che a sei mesi dalla conclusione del tirocinio circa la metà ha trovato un'occupazione