Il quadro dell’occupazione prevista per il 2010 secondo Excelsior

Il rapporto Excelsior, presentato il 29 luglio, illustra il quadro dell’occupazione prevista per il 2010 dalle 100mila imprese con dipendenti interpellate nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Sebbene il bilancio occupazionale previsto da Excelsior per il 2010 si mantenga con il segno negativo, rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno si osserva non solo una attenuazione del saldo previsto (–178mila unità, pari al –1,5% dell’occupazione prevista per quest’anno, contro un -213mila e -1,9% del 2009), ma soprattutto una diversa dinamica dei movimenti: in aumento le assunzioni (+2,6%), in calo le uscite (-1,4%).

I risultati dell’indagine mostrano come questa fase di passaggio della nostra economia sia vissuta in maniera diversa - a livello di dimensione di impresa, di profili professionali richiesti, e a livello territoriale. In particolare:

  • Dal miglioramento generalizzato sono escluse le micro-imprese con meno di 10 dipendenti (pari a oltre l’82% delle imprese totali dell’universo Excelsior),  più legate ad un mercato interno che resta debole. Le maggiori difficoltà si riflettono sul sistema delle aziende artigiane. Per le altre classi dimensionali la programmazione delle assunzioni segue due modelli: uno che punta sull’aumento delle assunzioni, l’altro che rallenta le uscite di personale. Emblematiche di queste due situazioni sono, da un lato, le imprese da 50 a 249 dipendenti e, dall’altro, quelle da 250 a 499 dipendenti.
  • La ristrutturazione interna pare orientarsi verso il recupero della competitività attraverso l’integrazione di figure professionali qualificate. Il 23% delle assunzioni non stagionali previste dalle imprese dovrebbe infatti riguardare il grande gruppo professionale dei Tecnici, Impiegati con elevata specializzazione e Dirigenti. In calo di 2,7 punti percentuali invece le figure intermedie di impiegati, professioni commerciali e dei servizi. In aumento di oltre un punto percentuale la domanda di Operai.
    E proprio su questa dimensione si rende evidente il disallineamento qualitativo tra domanda e offerta di lavoro: per oltre 147mila assunzioni messe in programma, le imprese segnalano serie difficoltà di reperimento, pari quest’anno al 26,7% delle entrate programmate. Le difficoltà di reperimento, per il ridotto numero di candidati o per la loro inadeguata preparazione, è ritenuto massimo (48%) per i Dirigenti (richiesti comunque in numero contenuto), poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli Operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le altre famiglie professionali.
  • A livello territoriale, il rapporto evidenzia un saldo tra ingressi e uscite leggermente meno negativo nelle ripartizioni del Nord Est e del Centro Italia (-1,4%). Nel Nord Ovest la riduzione sarà invece di poco superiore alla media nazionale (-1,6%). Più distanziato resta il Mezzogiorno (-1,9%) dove minore è stato anche il miglioramento rispetto allo scorso anno. Le due regioni insulari registrano una previsione di riduzione degli occupati più marcata (Sicilia -2,3%; Sardegna -2,4%), con punte superiori al -3% nelle province di Agrigento, Enna, Ragusa, Nuoro, Caltanissetta, Trapani e Sassari. Riduzioni più accentuate della media nazionale si riscontrano comunque anche in altre 8 Regioni (Puglia, Marche, Calabria, Toscana, Umbria, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia) e in 48 province (fra le quali Imperia, Latina, Teramo e Frosinone)
  • Infine, il rapporto registra una “apertura” consistente, da parte delle imprese, al mondo dei giovani, soprattutto dei diplomati. La disponibilità ad assumere giovani in uscita dal sistema formativo riguarda infatti il 54,7% delle assunzioni totali programmate nel 2010, ed è più elevata per i neo-diplomati (57,1%) che per i neo-laureati (51,8%). Il processo di pari opportunità tra uomini e donne all’interno del mercato del lavoro privato raggiunge un tasso del 48,5% (dal 41,7% del 2009) di "indifferenza al genere" relativamente alle nuove assunzioni. Ciò vale in particolar modo per i servizi, mentre è molto più contenuta nell’industria. Si registra anche un aumento di oltre 2 punti percentuali delle assunzioni di immigrati, che potrebbero arrivare a costituire il 22,6% del totale delle nuove entrate (contro il 20,3% previsto lo scorso anno), con un incremento maggiore nell'l’industria, trainata soprattutto da un aumento relativo molto consistente proveniente dal mondo delle costruzioni.