Rapporto SVIMEZ: nel Mezzogiorno ancora allarme occupazione

I dati 2010 su occupazione e sviluppo che emergono dal Rapporto SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) mostrano ancora una volta un'Italia a due veleocità. Gli effetti sociali della crisi economica siano ancora evidenti in tutte le aree del Paese, ma le Regioni del Mezzogiorno registrano tassi di crescita ancora insufficienti per risanare le perdite nel PIL registrate nel 2009 (- 4,6%), con un aumento ancora troppo modesto (+0,2%) inferiore di circa un punto e mezzo percentuale a quello del resto del Paese (+ 1,7%).

Se si considera il divario i termini di PIL pro capite il gap si amplia ulteriormente: il PIL pro capite del Mezzogiorno passa dal 58,8% di quello del Centro-Nord nel 2009 al 58,5% nel 2010. 

Gli stessi divari caratterizzano i consumi e le dinamiche di crescita settoriale; fa eccezione il solo settore agricolo che al Sud registra un aumento del valore aggiunto dell'1,4%, il doppio rispetto al Centro-Nord (0,7%), ma comunque insufficiente per un pieno recupero della flessione del 2009 (-4,6% rispetto al -0,8% del Centro-Nord).

Sul fronte dell'occupazione, delle 533 mila unità perse in Italia ben 281 mila sono nel Mezzogiorno (pur essendo gli occupati del Mezzogiorno solo il 30% del totale nazionale,  nel Sud si concentra il 60% delle perdite di lavoro determinate dalla crisi).

Il tasso di occupazione diminuisce con diversa intensità in tutte le regioni meridionali (con l’eccezione della Sardegna), ma colpisce particolarmente Basilicata (dal 48,5 al 47,1%), Molise (dal 52,3 al 51,1%), Campania (dove lavora meno del 40% della popolazione in età da lavoro), Calabria (42,2%) e Sicilia (42,6%). Il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno si attesta in media nel 2010 sul 13,4% (era il 12% nel 2008), rispetto al 6,4% del Centro-Nord.

Scarica la nota SVIMEZ sul Rapporto 2010

FONTE: SVIMEZ

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