Regione Campania: presto un piano straordinario del lavoro

Presto un Piano straordinario del lavoro per dare una risposta organica all'emergenza occupazionale in Campania, che faccia sistema col Piano triennale per il lavoro varato dal Ministro Sacconi.

La Regione Campania varerà presto un piano straordinario del lavoro capace di fare sistema col Piano triennale per il lavoro e che fornisca una risposta organica all'emergenza occupazionale.

A parlarne è Severino Nappi, Assessore al Lavoro, Formazione e orientamento professionale, Politiche dell'emigrazione e dell’immigrazione della Regione Campania, in  un'intervista a Labitalia.

Quella occupazionale in Campania è un'emergenza oramai strutturale che tocca in particolare i giovani e le donne: 26,3% rispetto al 46,4% del dato nazionale. I dati della Campania sono sostanzialmente i peggiori in Italia e si combinano con un'endemica difficoltà a recuperare gli espulsi dal mercato del lavoro, con più di 13.500 lavoratori in regime di cassa integrazione in deroga tra il 1° gennaio e il 30 luglio 2010. Una delle cause dell'emergenza occupazionali sarebbe, secondo l'Assessore Nappi, la totale assenza di una politica attiva del lavoro.

Un approccio al mercato del lavoro capace di fare sistema con le strategie del governo centrale: "In questi primi due mesi come assessorato e come giunta - rimarca Nappi - abbiamo cercato di ascoltare tutti e di spiegare che la nostra proposta è quella di un'inversione radicale di tendenza rispetto alle politiche precedenti. E quindi una apertura alle imprese, alle associazioni sindacali, e anche agli enti bilaterali per un patto destinato a sorreggere, nell'immediatezza, il sistema produttivo campano, con un investimento delle risorse che abbiamo a disposizione direttamente a favore delle imprese. E in prospettiva di muoversi, saldandosi al Piano triennale per il lavoro presentato da Sacconi, per creare quel virtuoso processo che parte dall'istruzione professionale e poi arriva alla formazione e al lavoro, arrivando a politiche di saviluppo imprenditoriale".

"Abbiamo visto con straordinario favore l'investimento su Pomigliano" prosegue Nappi nell'intervista a Labitalia - nel senso che è una mossa in controtendenza, di particolare valore, e anche simbolico per la Regione Campania, perchè è la prima reindistruliazzizazione attraverso un investimento di quella portata sul territorio campano. Quel che conta per noi è che Fiat investa in Campania. Dopodichè noi faremo la nostra parte per sostenere l'indotto della Fiat, attraverso una incentivazione all'impresa che intende operare con modelli di assunzioni flessibili. A questo bisogna accompagnare politiche di sviluppo industriale".

Quindi nuove forme contrattuali flessibili per spingere le aziende ad aumentare il personale, a cominciare, dice Nappi, "dall'apprendistato professionalizzante e poi da altre misure che diano sostegno al sistema, tanto che i nostri interlocutori diventano direttamente, e principalmente, le imprese e anche le organizzazioni sindacali, attraverso gli enti bilaterali, soggetti privilegiati con i quali confrontarsi soprattutto sul tema della somministrazione di formazione".

Formazione che, a parere dell'assessore, dovrà cambiare 'faccia' rispetto agli anni passati per essere utile davvero al territorio. "Oggi abbiamo un sistema della formazione - sottolinea Nappi - a dir poco farraginoso e confuso. Centinaia e centinaia di enti di formazione, che sono stati un vero e proprio business, e una formazione 'astratta', esterna alle necessità della regione. Noi invece riteniamo che sia necessario - aggiunge - puntare a una formazione continua, sempre più interna alle aziende. Quindi una formazione concordata con le aziende, tanto è vero che la prospettiva è quella di farci dire dalle imprese, dal mercato, dai sindacati quale è l'attiva formativa che si vuole, e non invece fare progetti astratti".

FONTE: Labitalia