Semplificazioni, lavoro giovanile e staffetta generazionale: intervista al presidente dei CDL

Al via la quarta edizione del Festival del Lavoro, organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi. Il Festival del Lavoro si svolgerà a Fiuggi dal 20 al 22 giugno 2013 e avrà come motivo conduttore il lavoro al centro dello sviluppo del Paese. Nell’intervista rilasciata a Il Quotidiano IPSOA Marina Calderone anticipa alcune delle tematiche che verranno approfondite nelle numerose tavole rotonde della manifestazione: semplificazioni burocratiche, accesso dei giovani al lavoro, formazione continua per i professionisti

Al via la quarta edizione del Festival del Lavoro, organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi. Il Festival del Lavoro si svolgerà a Fiuggi dal 20 al 22 giugno 2013 e avrà come motivo conduttore il lavoro al centro dello sviluppo del Paese. Nell’intervista rilasciata a Il Quotidiano IPSOA Marina Calderone anticipa alcune delle tematiche che verranno approfondite nelle numerose tavole rotonde della manifestazione: semplificazioni burocratiche, accesso dei giovani al lavoro, formazione continua per i professionisti
Semplificazioni, certezza delle regole, legalità nel rapporto di lavoro: come pensa si possano conciliare queste esigenze, tutte utili al regolare funzionamento del mercato del lavoro?
Si tratta di esigenze che non solo si conciliano tra loro ma si rendono necessarie per far ripartire il mercato del lavoro frenato anche dall'eccesso di burocrazia e formalismi francamente eccessivi ed inutili rispetto alle esigenze di legalità del rapporto di lavoro. Ingessare i contratti di lavoro ed introdurre aggravi economici e procedurali anche nella fase della risoluzione non agevola le nuove assunzioni e comunque, quando diventa una scelta obbligata, la risoluzione avviene comunque. Non si puó peraltro nascondere che proprio dai troppi vincoli burocratici, molte volte inutili e sterili, scaturiscono dei costi indiretti per gli imprenditori. Sprigionare queste risorse facendole volgere verso lo sviluppo é di fatto uno dei fattori che possono avviare quel circuito virtuoso dal quale scaturisce occupazione
L’apprendistato è da tempo considerato la migliore via di accesso al lavoro; eppure l’istituto è sempre meno appetibile e spesso scartato a priori dai datori di lavoro. Quali sono secondo lei i veri limiti di questa tipologia contrattuale?
I consulenti del lavoro lo dicono da anni: occorre snellire la formazione privilegiando quella sul lavoro ma senza formalismi. Se ci avessero ascoltato, non sarebbero passati altri due anni dal testo unico per prendere atto che se le regole non sono chiare e snelle nella loro applicabilità i risultati rimangono deludenti. E poi va ripensato il ruolo delle Regioni che in molti casi sono il vero freno a causa di regole e prassi burocratiche non condivisibili
Il nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è oramai in vigore da quasi un anno. Secondo lei la differenziazione delle causali e delle conseguenze è stata opportuna, e in caso contrario quali modifiche sarebbero ancora necessarie?
Premetto che non era e non é l'articolo 18 il problema che assilla i nostri imprenditori. È stato comunque certamente un passo avanti che avvicina il nostro Paese agli altri dell'Unione Europea. Si tratta ora di fare il punto della situazione ad un anno di distanza e valutare accorgimenti. Penso ad esempio alle differenti interpretazioni della giurisprudenza ed anche al nuovo rito sui licenziamenti che lascia perplessi
Si è tornato a discutere di “staffetta generazionale”. L’istituto è già stato sperimentato- senza grande successo – nel nostro sistema giuridico. Pensa che valga la pena di continuare su questa strada, o intravede altri modi di investire le poche risorse disponibili in azioni positive per l’occupazione?
La staffetta generazionale può essere utile, ma occorrono misure ben più importanti per far ripartire l'occupazione
La centralità del lavoro è stata evidenziata dalla crisi, portando con sé anche la consapevolezza del ruolo dei Consulenti del lavoro, le cui competenze si sono ampliate e rafforzate. Quali programmi e quali misure ritiene siano necessarie per garantire la formazione continua, fortemente professionalizzante, della categoria?
I consulenti del lavoro sono stati i primi a prevedere la formazione continua perché hanno sempre creduto che rappresenti l'elemento fondamentale per un professionista. La formazione continua va oltre l' obbligo: deve essere vissuta come un'opportunità di differenziarsi da chi non ha fatto la scelta di rigore professionale che l'iscrizione all'ordine comporta. Noi vogliamo osare di più per il nostro futuro e quindi occorre implementare la specializzazione professionale. E questo potrà avvenire investendo nella cultura della formazione. Il nuovo Regolamento della Formazione continua è stato già predisposto dal Consiglio nazionale ed il mese scorso lo abbiamo discusso prima con i presidenti regionali e poi con i consigli provinciali. Si tratta di un documento che mette i consulenti del lavoro in linea con le previsioni del DPR137/2012