Solo tirocini curriculari come vuole la Corte Costituzionale

La regolamentazione con legge dello Stato della durata e dei requisiti che devono possedere i soggetti che promuovono tirocini formativi è illegittima in quanto viola la competenze delle regioni. La Corte costituzionale, con la sentenza 287/2012 di oggi, infatti, ha bocciato l’articolo 11 del Dl n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, per violazione dell’articolo 117, quarto comma, della Costituzione “poiché va ad invadere un territorio di competenza normativa residuale delle Regioni”. Con diversi ricorsi le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Sardegna hanno promosso questioni di legittimità costituzionale relative a diverse disposizioni del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Con la decisione di oggi però la Consulta ha deciso e bocciato unicamente l’articolo 11 del citato decreto-legge, riservando “a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse nei confronti del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138”

La Corte Costituzionale boccia la normativa sui tirocini formativi e di orientamento non curriculari, di cui all’art. 11 del D.L. n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 148 del 2011, per contrasto con l'art. 117 Cost., in quanto viola la competenza normativa residuale delle Regioni, inerente l'istruzione e la formazione professionale
Infatti, dopo la riforma costituzionale del 2001, la competenza esclusiva delle Regioni in materia di istruzione e formazione professionale «riguarda la istruzione e la formazione professionale pubbliche che possono essere impartite sia negli istituti scolastici a ciò destinati, sia mediante strutture proprie che le singole Regioni possano approntare in relazione alle peculiarità delle realtà locali, sia in organismi privati con i quali vengano stipulati accordi». Viceversa, la disciplina della formazione interna – ossia quella formazione che i datori di lavoro offrono in ambito aziendale ai propri dipendenti – di per sé non rientra nella menzionata materia, né in altre di competenza regionale; essa, essendo intimamente connessa con il sinallagma contrattuale, attiene all’ordinamento civile, sicché spetta allo Stato stabilire la relativa
http://www.cliclavoro.gov.it/Normative/pronuncia_corte_costituzionale_287_2012.pdf