Il tirocinio si riconferma strumento importante del percorso formativo nel mondo del lavoro

La Conferenza Stato-Regioni, nella riunione del 24 gennaio,. ha dato il via libera all'Accordo sulle linee guida sui tirocini: sono state poste così le basi perché tutte le Regioni si diano proprie leggi, fra loro omogenee, su questa materia, combattendo in questo modo l'uso distorto di questo strumento a livello nazionale, anche attraverso la garanzia di una indennita' ai tirocinanti. Così l'accordo concluso a Roma ha evidenziato come su queste solide basi il tirocinio si riconferma lo strumento efficace e indispensabile di un percorso formativo, finalizzato alla collocazione nel mondo del lavoro

La Conferenza Stato-Regioni, nella riunione del 24 gennaio, ha dato il via libera all'Accordo sulle linee guida sui tirocini: sono state poste così le basi perché tutte le Regioni si diano proprie leggi, fra loro omogenee, su questa materia, combattendo in questo modo l'uso distorto di questo strumento a livello nazionale, anche attraverso la garanzia di una indennita' ai tirocinanti
 
Indennità
 
Tra le ultime questioni risolte, infatti, vi è proprio quella relativa all'indennità, indennità che, per la prima volta, è stata introdotta dalla regione Toscana attraverso l'approvaizone di una legge che stabiliva l'obbligo del rimborso a partire da un tetto minimo di euro 500. Il governo ha proposto di inserire nelle linee guida, che dovranno servire da base comune per l'iniziativa legislativa delle Regioni, l'indicazione di un'indennita' obbligatoria di 300 euro. Una proposta di cui le Regioni hanno preso atto ma impegnandosi pero' ad elevarla, nella predisposizione delle norme regionali ancora non approvate, ad un minimo di 400 euro.La Toscana, la cui legge è stata il punto di riferimento per le linee guida, e' già in regola. Le altre Regioni, che hanno visto recentemente confermata la propria competenza dalla Corte Costituzionale si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee guida entro sei mesi. In particolare si sottolinea che, da oggi, le linee guida costituiscono il riferimento per la disciplina settoriale in questa materia
 
Emendamenti proposti
 
Fra gli emendamenti proposti dalle Regioni è significativo quello che prevede la definizione di sanzioni per i soggetti promotori inadempienti e quello che prevede accordi specifici per coloro che usufruiscono di ammortizzatori sociali
 
Le categorie escluse
 
Innanzitutto è importante evidenziare  che queste linee guida non riguardano che una parte di tutti gli stage attivati ogni anno in Italia, e cioè quelli definiti "extracurriculari" – realizzati al di fuori dei percorsi formativi. Si tratta più o meno della metà degli stage, 250mila su un totale di mezzo milione. Le tutele e prescrizioni introdotte da questo documento, dunque, non riguarderanno chi fa stage mentre è iscritto a scuole, università, master e corsi di formazione. Inoltre non rientrano «tra le materie oggetto delle linee guida» anche altri quattro tipi di tirocinio: «i periodi di pratica professionale, nonchè i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche; i tirocini transnazionali, ad esempio quelli realizzati nell’ambito dei programmi comunitari per l’istruzione e per la formazione, quali il Lifelong Learning Program; i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso; i tirocini estivi
Il passaggio legislativo regionale
Le linee guida non hanno efficacia immediata, non sono formalizzate in un atto normativo, e non hanno pertanto forza di legge. Per diventare operative avranno bisogno che ciascuna delle venti regioni italiane emetta una propria legge regionale, che ricalchi (si spera fedelmente) i principi concordati. Quando allora si potrà davvero dire che le tutele introdotte dalle linee guida saranno davvero implementate? Nel documento le Regioni si impegnano a farlo entro 6 mesi, dunque entro la fine di luglio
 
I tratti salienti
 
Le linee guida non hanno efficacia immediata, non sono formalizzate in un atto normativo, e non hanno pertanto forza di legge. Per diventare operative avranno bisogno che ciascuna delle venti regioni italiane emetta una propria legge regionale, che ricalchi (si spera fedelmente) i principi concordati. Quando allora si potrà davvero dire che le tutele introdotte dalle linee guida saranno davvero implementate? Nel documento le Regioni si impegnano a farlo entro 6 mesi, dunque entro la fine di luglio. Sarà davvero così? Nessuno può saperlo, bisognerà attendere e monitorare con attenzione il lavoro dei vari consigli regionali su questo tema
Fatte questo preambolo, ecco i contenuti delle linee guida. Innanzitutto il compenso garantito per gli stagisti, la famosa «congrua indennità» minima già anticipata dalla riforma Fornero. La cifra su cui il governo e le Regioni si sono accordati è di circa 300 euro. L'intesa sul testo infatti, è stata accompagnata da una dichiarazione in cui le Regioni si impegnano a prevedere un rimborso minimo di 400 Euro nelle proprie leggi e normative. Nelle linee guida vi è anche un altro aspetto interessante: il divieto di attivare stage per mansioni a bassa specializzazione, quelle che spesso vengono definite «ripetitive o meramente esecutive», o per risparmiare sul costo del lavoro impiegando stagisti per attività stagionali. Il passaggio del documento che esplicita questo divieto è il seguente: «Al fine di riqualificare l’istituto e di limitarne gli abusi, si concorda sui seguenti principi: a. il tirocinio non può essere utilizzato per tipologie di attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo; b. i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratto a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie nè per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione dello stesso». Nelle linee guida si trovano poi indicazioni sulla durata massima – 6 mesi per neodiplomati e neolaureati, 12 mesi per disoccupati e inoccupati, 24 mesi per disabili – e sulla proporzione tra stagisti e dipendenti, che dovrà essere calcolata conteggiando solo quelli assunti a tempo indeterminato. Viene introdotto il divieto di realizzare «più di un tirocinio con il medesimo tirocinante» e quello di ospitare stagisti per aziende che abbiano «effettuato licenziamenti negli 12 mesi precedenti l’attivazione del tirocinio» o che abbiano in corso procedure di cassa integrazione: ma attenzione, qui il divieto vale solamente «per attività equivalenti a quelle del tirocinio» e «nella medesima unità operativa».
Le linee guida prevedono anche delle misure correttive che dovrebbero essere in grado di arrestare il fenomeno del prolifera mento del numero degli stages ovvero quelli ribattezzati “Voucher”. Rimane il problema di tutti gli altri stagisti ovvero di quelli che restano fuori dal cappello di tutele di queste linee guida