Unioncamere: al sistema economico italiano mancano 42 mila laureati

Nell'ambito della manifestazione Job&Orienta, tenutasi a Verona dal 20 al 22 novembre, il Centro Studi di Unioncamere ha reso note le stime sul fabbisogno di lavoratori qualificati da parte delle imprese e della Pubblica Amministrazione.

La richiesta di laureati come lavoratori dipendenti è oggi stimabile in 126.100 unità, di cui 88.300 nel settore privato e un massimo di 37.800 nella Pubblica Amministrazione (sanità, scuola, università, enti locali, ecc.), a cui possono aggiungersi 72.700 liberi professionisti e “nuovi imprenditori”, per un totale di 198.800 laureati occupabili nel nostro sistema economico. Dal momento che le stime durante il 2008 vedono superare di poco le 157mila unità di laureati in ingresso nel mercato del lavoro, ci troviamo di fronte a un gap stimabile in 12mila unità nel lavoro dipendente e in quasi 42mila unità se si tiene conto anche del lavoro indipendente. Circa i tre quarti di questo mismatch riguarda le lauree a indirizzo tecnico-scientifico, come ingegneria, matematica, fisica, biologia, geologia, chimica, farmacia e agraria.

 

Una decina di figure professionali sono considerate addirittura “introvabili” da parte delle aziende, tra cui gli assistenti tecnici alla clientela, i fisioterapisti e gli infermieri, la cui percentuale di difficoltà di reperimento supera il 60%.

 

Ancora più significativo appare il gap tra offerta di lavoro dei diplomati e opportunità di inserimento nel sistema economico. Le aziende italiane ne hanno richiesti 338.500 nel 2008, una quota che sale a 357.100 se si includono anche gli sbocchi occupazionali come libero professionista (in particolare ragionieri e geometri). A fronte di tale fabbisogno, la stima dei diplomati che nello stesso anno si sono affacciati per la prima volta sul mercato del lavoro è complessivamente pari a poco più di 199.000 unità, mentre gli altri diplomati iniziano il percorso universitario o scelgono di non ricercare immediatamente lavoro. Il gap supererebbe così le 139mila unità per le imprese e raggiungerebbe le 158mila considerando anche i potenziali liberi professionisti.

 

Il disallineamento fra domanda e offerta di diplomati è ancor più evidente per quelli provenienti dagli istituti tecnici e professionali: si stimano circa 72mila giovani in meno rispetto al fabbisogno esplicito delle imprese e un gap complessivamente pari a oltre 88mila unità se si considerano anche quelli occupabili come liberi professionisti con partita IVA.

Una parte di questo mismatch verrà colmato dalle imprese attraverso il ricorso a lavoratori immigrati: secondo i dati raccolti da Unioncamere attraverso l’indagine Excelsior 2008, dovrebbero essere 43.800 le assunzioni di diplomati immigrati; così come raggiungerebbero quasi le 7.000 unità le assunzioni di laureati stranieri.

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