Vademecum Riforma Lavoro: testo integrale

Il Ministero del lavoro con una circolare rende disponibile un vademecum sulla riforma del lavoro (legge n. 92 del 2012) che racchiude orientamenti interpretativi condivisi con il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro

 
 
 
 
 
 
 
 

Con la Lettera Circolare del 22 aprile 2013 il Ministero del Lavoro ha diffuso un vademecum sulla riforma del lavoro diretto ad orientare il personale ispettivo e i professionisti, fornendo loro orientamenti interpretativi in ambito del contratto a termine e di apprendistato, lavoro a chiamata, lavoro accessorio occasionale, associazione in partecipazione, contratto a progetto, responsabilità solidale negli appalti e tentativo obbligatorio di conciliazione nei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. Detti orientamenti interpretativi sono stati condivisi e definiti con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro nel corso dell’incontro del 7 e 8 febbraio

In particolare, in riferimento ai contratti a termine queste le posizioni assunte dal Ministero:
a) il contratto a termine acausale di durata non superiore a 12 mesi può essere stipulato esclusivamente nelle ipotesi in cui non siano intercorsi fra il medesimo datore di lavoro e lavoratore precedenti rapporti di lavoro di natura subordinata (es. un precedente contratto a tempo determinato o indeterminato ovvero intermittente)
b) si ribadisce che il primo contratto a termine acausale non può avere una durata superiore a 12 mesi e laddove venga stipulato per un periodo inferiore, lo stesso non è prorogabile né risulta possibile stipulare un nuovo contratto a termine acausale per il restante periodo fino al raggiungimento dei 12 mesi
c) è ammessa la possibilità di usufruire dei cd. periodi di cuscinetto, rispettivamente di 30 e 50 giorni, anche in relazione al primo contratto a termine acausale, evitando in tal modo una trasformazione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato, nel caso di superamento del termine inizialmente fissato. Di conseguenza la durata massima del contratto a termine acausale, nell’ipotesi di fruizione del cd. periodo cuscinetto, è pari complessivamente a 12 mesi e 50 giorni
d) nei casi di prosecuzione di fatto della prestazione lavorativa oltre i periodi di “sforamento” dei 30 e 50 giorni da parte di soggetti con contratto a termine, la mancata comunicazione al centro per l’impiego prevista ex art. 5, co. 2bis del D.Lgs. 368/2001 non è sanzionabile